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DESCRIZIONE
Complesso monumentale di 4200mq di superfici coperte, situato sulla sommità di una collina e immerso in 10 ettari di parchi, boschi e giardini panoramici, costituito da un castello piccolo del sec. XIV e da un castello grande del sec. XV con rifacimenti gotico romantici del sec. XIX.
I sotterranei sono in parte di epoca celtica, in parte romana e all'interno della cinta si trovano la grande Piazza d'Armi e i giardini interni con piante pregiate, angoli suggestivi e un'ampia terrazza da cui si gode uno splendido panorama sul Bosco Parco, la Dora Baltea, la valle del Canavese, Monferrato, Appennino Ligure e arco alpino.
Il Castello Grande, recentemente restaurato, comprende la corte nobile da cui si accede ai due piani nobili dove si trovano i saloni più importanti tra cui, al primo piano, due sale gotiche e tre sale settecentesche.
Sul fronte sud si trova la corte dell'Orangerie con due sale più informali e uno scalone d'onore che porta al piano superiore dove sale di varie epoche
portano al quattrocentesco Salone delle Armi.
A pochi metri, il Rivellino, primario bastione difensivo posto sull'ingresso principale del Castello, dal quale si gode un'imponente e suggestiva vista sul Monferrato, Torino e Superga, il Canavese, il Monviso, il Gran Paradiso e gran parte dell'arco alpino occidentale.
Nel corso dei secoli, vi soggiornarono regolarmente i Savoia, lo Zar Nicola II di Russia, Mussolini e Francesco I Re di Francia.
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LOCATION
Alle porte di Torino, il Canavese è terra ricca di castelli, che con essi ha vissuto e continua ad esprimersi con un carattere che non trova riscontri in nessun altra regione italiana. Liguri e Celti sono i popoli nordici che più hanno influito sul temperamento e sulla storia di questa terra, anche se le influenze romane si fecero sentire col proconsolato di Cesare prima e Augusto poi, mentre scarse sono le presenze di opere longobarde, se si eccettuano le chiuse dove Desiderio tentò invano di fermare gli eserciti di Carlo Magno.
Il Canavese si presenta come terra di torrenti e rupi irte di innumerevoli torri merlate, fra Orco e Dora Baltea, aspra nelle valli che salgono al Gran Paradiso, fertile nel digradare verso la pianura; marca a lungo contesa e divisa fra abati e vescovi, conti di Savoia e marchesi di Monferrato; paesi di massi erratici e laghi, alture e valloncelli, ricco di luoghi eminenti sui quali arroccare le difese e alzare le insegne feudali.
Nella pianura del Canavese di apre l'abitato di Mazzé e sale a rivestire la bassa collina morenica in un fitto susseguirsi di vigneti. Sul paese veglia la massa merlata del castello, quadrata e imponente. Perfetto punto di osservazione, dalle torri lo sguardo spazia su tutto il canavese, chiuso l'orizzonte dalle Alpi e dalle colline del Monferrato. Tutta la rocca di Mazzé, con la sua parrocchia del '600 e la piazza selciata, le viuzze incassate fra gli alti muri dei giardini, è un vecchio borgo pieno di fascino e carattere, un ambiente dai colori caldi e intensi ed insieme sfumati, un'esplosione cromatica di ombre ed arcobaleni.
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